Prima un fiume fiorente, poi un morente bacino – COSA SUCCEDE AL PO?!

Il celeberrimo fiume padano Po, nonchè il più vasto d’Italia, nei suoi 652
km e 1506 m³ d’acqua è il fulcro dell’emergenza di siccità in tutta Italia!
L’anima di ognuno poteva assaporare i paesaggi mozzafiato del gran
fiume settentrionale, fiume che ad oggi mostra solo povertà data dalla perdita
delle sue acque a causa della miscela tra
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Il Po a secco. E’ inquietante!


È sbalorditivo immaginare come un singolo fiume sull’orlo della morte
possa influire sull’economia e sull’agricoltura italiana e sullo stile di vita
del popolo. Ecco che capiamo — come sempre ci è stato suggerito — che
l’acqua non va sprecata, siccome ci troviamo nel peggior periodo di siccità
degli ultimi 70 anni. È utile che i residenti delle zone padane attuino
misure di sicurezza per preservare l’acqua, quali: non adoperarla nella
notte, limitarne l’uso ed evitare di innaffiare piante nel giardino. Di questo
passo, tali fenomeni si ripeteranno con sempre più frequenza nella storia,
finche tra circa 100 anni, come dicono gli esperti, l’Italia si ritroverà… In
una situazione SEMI-DESERTICA!
È un gravissimo danno per l’agricoltura e l’economia italiana, in primo
piano perchè unito alla mancanza di gas russo continua a limitare l’approvvigionamento di cibo, ma anche poichè il Mar Adriatico ha “inghiottito” il
fiume di 30 km (e continua a farlo!) portando alle stelle il livello di salinità
nelle acque del corso d’acqua: tale liquido dovrebbe essere adoperato per i
campi e gli orti, ma il sale rischia di uccidere le piante e bruciare i raccolti.
Purtroppo un periodo del genere non può non far pensare — come nelle
prime righe abbiamo specificato — ad un’ emergenza, stavolta
multiregionale, dopo innumerevoli richieste di svariate regioni coinvolte
tutte nella siccità. Si tratta di: Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Veneto. Dunque il Consiglio dei Ministri di Palazzo
Chigi ha dichiarato lo stato di emergenza, che, come dicono, è
“in relazione alla situazione di deficit idrico in atto nei territori delle
Regioni e delle Province autonome ricadenti nei bacini distrettuali del
Po e delle Alpi orientali, nonché per le peculiari condizioni ed esigenze
rilevate nel territorio delle regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia
Giulia, Lombardia, Piemonte e Veneto”
.

Prima l’Italia riscaldata (a destra), poi a sinistra le conseguenze… “Afritalia”!


Come si nota in molti servizi giornalistici, la portata del fiume è SCARSISSIMA,
poichè possiamo notare che circa 100 metri che un tempo facevano parte
del diametro del fiume sono divenuti semplice sabbia e sassi…Una
situazione disperata. I campi soffrono, con piante di mais avvolte da un
“blocco” della crescita e pomodori piccoli e malaticci… Gli agricoltori sono
disperati, a corto di guadagno e risorse. Questo è veramente troppo.
Già quest’inverno abbiamo potuto assistire (soprattutto gli esperti) ad un
incipit della situazione attuale, dunque abbiamo vissuto in Italia un
inverno SENZA NEVICATE, dunque l’acqua, il fresco… Sono andati persi.
Cliccando qui potete vedere un video di fanpage.it inerente
all’emergenza siccità a Milano, con anche le parole di un agricoltore!
Se avete visualizzato il video, avrete potuto notare il tono disperato del
lavoratore, ovviamente in crisi economica: i raccolti distrutti, le piante in
stress, i pomodorini in blocco di crescita. Dal letto prosciugato del Po sono
perfino riemerse barce bombardate risalenti alla Seconda Guerra
Mondiale.

Assurdo. SALVIAMO IL PO!


Per concludere, dobbiamo assolutamente precisare un fatto.
La siccità non si limita mica al Po, anzi! Influisce in gran parte sulla
maggior parte dei fiumi italiani, specie nei settentrionali. Non possiamo
dimenticare la tragedia della Marmolada (in virtù dello scoglimento di un
ghiacciaio) di cui parleremo approfonditamente in un prossimo articolo.
Ecco: i pronostici di un tempo sul cambiamento climatico, una disgrazia
portatrice di tali danni e tragedie si stanno avverando, tocca a noi fermarli!